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AGLIANICO

  L’Aglianico è il vitigno che incarna la vitivinicoltura campana essendo da sempre coltivato nelle aree a maggiore vocazione della regione. In Campania l’Aglianico mostra un ampio adattamento agli ambienti geo-pedologici più diversi, sia di pianura che di collina, purchè situati in una fascia climatica di somme termiche elevate. È questo il motivo principale della sua diffusione nell’Italia meridionale e della sua presenza a nord della Campania. Dal punto di vista agronomico e produttivo l’Aglianico è un vitigno piuttosto vigoroso che permette produzioni mediamente abbondanti. Può presentare, anche in rapporto alla disponibilità di micronutrienti, fenomeni di acinellatura verde. Si raccoglie solitamente tra la prima e la terza decade di ottobre e ammostato fa registrare alti valori di zucchero e elevati livelli di acidità. Come detto l’Aglianico è il vitigno maggiormente diffuso in Campania e, con il suo biotipo “amaro”, concorre alla produzione dei DOC monovitigno Solopaca, Aglianico del Taburno, Sant’Agata dei Goti, Sannio e Guardiolo oltre che al Taburno rosso e novello.

 

FALANGHINA

  La linea di demarcazione tra la viticoltura greca e quella latina è l’introduzione dell’utilizzo del palo come tutore per i ceppi di vite. Tale palo, detto falanga, secondo Murolo ha dato il nome alla varietà Falanghina datando quindi l’origine di questo vitigno con l’inizio della viticoltura in Campania. La Falanghina è stata da sempre diffusissima soprattutto nel napoletano e nel casertano. Nella provincia di Benevento ha subito una rapida espansione dagli inizia degli anni ottanta. La Falanghina  Beneventana è un vitigno molto vigoroso, da allevarsi con potature lunghe, caratterizzato da buone produzioni e media fertilità delle gemme. Non presenta particolari esigenze di portainnesto. L’epoca di raccolta delle uve cade tra l’ultima decina di settembre e la prima di ottobre. In relazione all’ambiente in cui è coltivato può raggiungere elevati livelli in zuccheri e livelli medio-alti di acidità titolabile. La Falanghina Beneventana è alla  base dei vini monovitigno delle DOC Guardiolo, Sannio, Sant’Agata dei Goti, anche nella tipologia passito, Solopaca e Taburno ed è inoltre utilizzato per la produzione di spumanti DOC Solopaca, Guardiolo, Sannio e Taburno.

 

FIANO

  Fiano deriverebbe dalla corruzione di Apianis che a sua volta deriva da apis, ape. Il Fiano è un vitigno molto vigoroso che, innestato su portainnesti dallo sviluppo contenuto, riesce ad adattarsi a forme di allevamento contenute. Non ha produzioni eccessive e, nonostante si raccolga tra la fine di settembre e la prima quindicina di ottobre, presenta una discreta resistenza alla Botrite grazie soprattutto allo spessore dell’acino. A maturazione raggiunge elevati livelli in acidi e zuccheri.  Un’altra caratteristica non secondaria del Fiano è la possibilità di essere destinato all’invecchiamento, cosa che non è concessa a tutti i bianchi. Il Fiano è raccomandato per tutte le province campane ed è alla base del vino monovarietale della DOC Sannio.

 

 

GRECO

  Il Greco è un vitigno molto vigoroso che presenta buona affinità con i principali portainnesto. Non ha produzioni eccessive e a maturazione raggiunge buoni livelli in acidi e zuccheri. Raggiunge produzioni contenute e costanti se allevato a spalliera. Il Greco è raccomandato per tutte le province campane ma è coltivato anche in Puglia, Molise, Lazio e Toscana. È alla base del vino monovarietale delle DOC Sannio, Taburno e Sant’Agata dei Goti.

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