Azienda

Terre Stregate, prestigiosa azienda agricola biologica produttrice di oli e vini d’eccellenza, sorge tra le fertili colline di Guardia Sanframondi, antico paese del Sannio Beneventano traboccante di storia e tradizioni.

In questo luogo magico, ancora animato dall’aura delle popolazioni osco-sannite che l’hanno abitato, l’antica arte della viticoltura e dell’olivicoltura viene tramandata di generazione in generazione, conservando immutato tutto il suo fascino rituale.

Terre Stregate è tra le aziende vinicole del territorio sannita a poter vantare ancora oggi una tradizione millenaria: i suoi 25 ettari di vigneti si estendono lungo i dolci declivi del Massiccio del Matese, sovrastando la Valle Telesina fino a fiume Calore.

In questo lembo di paradiso terrestre la benevolenza della natura, caratterizzata da un microclima favorevole alla crescita di uve autoctone, come la Falanghina, il Greco, il Fiano e l’Aglianico, ha incontrato la saggezza dell’uomo, che ha saputo conservare intatte le varietà originarie di vitigni e olivi.

La dedizione e la cura di un’intera famiglia, testimone e custode di questo patrimonio inestimabile, hanno fatto il resto: il lavoro nelle Terre Stregate è un continuo perpetuarsi di pratiche millenarie e segreti legati alla produzione di ottimo vino e olio eccellente, che sono stati custoditi gelosamente e tramandati di generazione in generazione, arrivando immutati ai nostri giorni.

Ecco perché i vini e gli oli delle Terre Stregate sono prodotti unici, dai profumi e dai sapori autentici e immutati, e proprio per questo sorprendenti.

La cantina, oltre 3 mila metri quadri immersi nel verde delle colline sannite e circondata da vigneti e oliveti, è sempre aperta agli avventori: qui le ore scorrono via liete, assaggiando i piatti della cucina tipica locale accompagnati da un buon calice di vino in grado di regalare ogni volta emozioni e suggestioni sempre nuove.

La Storia

La cantina e il frantoio di Terre Stregate sorgono nel lontano 1898, fondati dal nonno Filippo Iacobucci. L’azienda agricola viene gestita e portata avanti fino agli anni Sessanta, quando per una scelta personale, Armando, figlio di Filippo, lascia detto ai due figli maschi, Carlo e Filippo, che avrebbero dovuto ereditare l’azienda di famiglia, di dismettere la cantina e di continuare solo con il frantoio.

Fu così che, per rispettare le ultime volontà del padre, i due figli Carlo e Filippo abbandonarono la cantina. Dopo circa quarant’anni però il figlio di Carlo, Armando, più determinato del nonno, decide di ricominciare a fare vino: nel 2004, facendo suo un motto in cui crede fortemente e che è diventato il grido di battaglia dell’azienda, “un ceppo, una bottiglia”, Armando ridona vita all’antica cantina del nonno, chiamandola “Terre Stregate”.

Il nome rimarca il senso di appartenenza al territorio: secondo la leggenda, le streghe, nate a Benevento, amavano riunirsi intorno ad un pentolone fumante, sotto un albero di noce nei pressi del fiume Calore, che attraversa la città di Benevento. Qui prendevano forma le loro magie: allo stesso modo, nelle Terre Stregate avviene quel rituale magico che porta alla nascita del vino.

Al nonno e al bisnonno sono stati dedicati i due vini “Scrypta” e “Manent”  (dal latino: “ciò che è scritto rimane”), perché è grazie al passato che esistono il presente e il futuro.

La nostra produzione

Il Sannio Beneventano, alle pendici del Matese è da sempre un territorio vocato alla coltivazione di uve da vino e olive. La Falanghina del Beneventano è senza dubbio tra i migliori ambasciatori di queste terre.

Il percorso di produzione della casa vinicola inizia con la “Trama”, una pregevole Falanghina IGP, prosegue con il nostro “eroe”, il “Genius Loci”, un interessante Fiano DOP, fino a giungere al famoso “Svelato”, Falanghina del Sannio DOP che si è distinta tra le Falanghine ferme di annata ottenendo il riconoscimento dei premi internazionali più prestigiosi del settore.

A questo punto, la storia prende una colorazione diversa: nascono così i due vini “Scrypta”, un sanguigno Aglianico DOP, e “Manent”, un Aglianico Benventano IGT, che confermano tutto il vigore insito nei ceppi più antichi, il cui nome è dedicato agli avi di famiglia.

Il racconto ha la sua rasserenante e festosa conclusione dopo che “Arcano”, fatato Aglianico Riserva DOP, in una fantasmagorica sequenza di misteri, segreti e suggestioni, dà fondo a tutte le sue magie e riporta l’invocata pace tra gli uomini.

Sorge così l’alba di un nuovo giorno, un Greco DOP chiamato “Aurora”, che simboleggia la continuazione della vita.